S' I' FOSSE FOCO, ARDEREI 'L MONDO
domenica 21 novembre 2010
giovedì 18 novembre 2010
l'incontro
siamo usciti, fagottino, io e winny the pooh. siamo andati lungo una strada tra due crinali ripidi, che mi sembrava di correre in una ruga profonda della montagna.
nella montagna incantata*, dove il tempo di un tragitto dura il doppio del tempo di un incontro, ma non importa; dove il tempo perduto** ha il sapore di marmellata di mirtilli, di quando ero piccola e andavo a trovare la mia mamma, di quando andavamo nel bosco a raccogliere i mirtilli ed i mirtilli, mi son ricordata, avevano questo sapore qui.
ché la mantagna, mi sono accorta, mi fa affiorare desideri che pensavo di non avere.
perché mentre guidavo e fagottino dormiva, io guardavo la montagna e pensavo che si può anche scoprire di avere dei desideri tremendi, desideri che quando diventano coscienza mettono in discussione tutta la vita.
e allora senti la vita stretta, ma non puoi farci niente, perché non ci credi e resisti all'abbandono, perché ti rendi conto che poi alla fine hai passato una vita a scappare proprio dai tuoi desideri.
perché poi certi desideri vogliono essere assaporati lentamente, anche se all'inizio hanno un sapore un po' amaro, perché con dei desideri così hai voglia di farci anche un po' all'amore e conquistarli piano piano e corteggiarli di nascosto.
* Thomas Mann
** Marcel Proust
martedì 16 novembre 2010
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| Robert Doisneau, Le Manege de Monsieur Barre, 1955 |
ho voglia di luce. di sole, cielo azzurro e colori. 'sta coltre plumbea che grava su tutto mi ha rotto i coglioni. stanotte pioggia, una pioggia che veniva giù come le funi, una pioggia che mi ha svegliato rimbalzando sul tetto. una pioggia che tra lei ed io, stanotte, c'era solo il tetto, e mi son detta: adesso viene giù il mondo. una pioggia che stamattina era ancora lì, quando più forte, quando più dolce, una di quelle piogge lievi che paiono non smettere mai, una di quelle piogge che ti bagna fin nel midollo, che ti fa sentire il bagnato anche se all'asciutto, che vorresti mettere la testa sotto il cuscino e non alzarti più.
lunedì 15 novembre 2010
fagottino dorme tra le mia gambe di pomeriggio quando mi siedo sul divano e mi metto a correggere i compiti.
piove da venti giorni qui, perché poco più su, a causa delle montagne, troppe correnti di aria fredda si scontrano con troppe correnti di aria calda e piove, piove continuamente, e tutto è umido. a volte, quando passo accanto alle case lungo il fiume, doppiamente intrise di umidità, dall'alto e dal basso, mi metto a immaginare che gli abitanti abbiano branchie e un po' di squame nascoste sotto i cappotti.
ma la vita scorre lenta, ed in questa grigia lentezza a volte la vita mi sembra altrove*.*kundera
sabato 30 ottobre 2010
tornare a scuola è stato un bellissimo tuffo dentro di me.
fagottino è bellissima. la notte dormiamo strette strette abbracciate, ché quassù c'è un gran freddo e la mattina c'è già il ghiaccio, e poi di giorno con il sole facciamo delle grandi passeggiate nel parco dell'agriturismo con un gatto rosso ed un cane bianco e nero, così fagottino ha due pomelli rossi nelle gote che pare Heidi davvero o la Figlia del Capitano* a seconda dell'ispirazione del momento.
vivere quassù mi deprime oltre misura, ma la cura antroposofica, evidentemente, funziona, perché giorno dopo giorno sento la rabbia di una vita che si scioglie senza troppi perché.
*Puškin
lunedì 11 ottobre 2010
Siamo nell'agriturismo e c'è un silenzio dell'altro mondo.
L'adsl funziona un'ora sì e venti no, passo le giornate ad addormentare fagottino, che ha deciso di non dormire più, ed a guardare l'abete di fronte.
Oggi tira un gran vento. Tira, che sembra pioggia. Tutto è verde ed è un freddo psicologico cane.
Per il trasloco ringrazio una comunità romena che si è presa cura di me, di fagottino, dei bauli e delle pulizie; mia madre non poteva perché doveva andare dal parrucchiere, mio padre tre giorni prima mi ha detto 'ok, ti richiamo per metterci d'accordo e venire ad aiutarti', è stato meraviglioso: sono sempre qui che aspetto mi richiami.
Abbiamo iniziato le sedute di medicina antroposofica. Il dottore ci ha accolto suonando un piccolissimo xilofono e ci ha prescritto odore di cipolla contro gola rossa e raffreddore.
sabato 2 ottobre 2010
non so come andrà a finire, con fagottino ci lasciamo trasportare dalla vita.
dopo quasi un mese di ricerca disperata e infruttuosa della casa alpestre, ho messo in conto il fatto che forse l'esistenza vuole che vada in un'altra direzione. e come darle torto, se quel pugno di case aggrappate alla montagna mi soffoca al solo pensiero.
in fin dei conti mi soffoca un po' tutto e mi soffocano le cose, mi soffoca essere schiava degli oggetti che mi circondano, non poter essere libera di muovermi perché oggetti, libri, vestiti, borse, case, affitti, contratti, divani, cose su cose mi legano qui, ora.
quindi ho deciso di liberarmi di tutto, di rimanere con due valige, due bauli e il passeggino: fagottino, io ed i nostri vestiti. andremo a vivere in un agriturismo per sei mesi e tornerò a lavoro - ho bisogno di sapere se quella dimensione ancora mi appartiene - e poi partiremo per il Brasile.
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