S' I' FOSSE FOCO, ARDEREI 'L MONDO


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mercoledì 18 febbraio 2009

A Lezione di Storia

Ok, una semplice considerazione: si può amare contemporaneamente 60 ragazzi?
Ebbene sì, ma si fa un sacco di fatica.




L'altro giorno in classe abbiamo fondato una tribù, io naturalmente mi sono auto-eletta Regina, del resto, ho detto loro, comando io. Il boccone è stato amaro, ma l'hanno ingoiato; in fine dei conti dovranno pure abituarsi alla sudditanza. Quindi ho spartito le terre [i banchini] tra i più robusti e quelli più vagabondi li ho messi alle dipendenze del proprietario terriero come manovalanza.

- Prof. ...cazzo, io non voglio stare alle dipendenze di quello lì, mi schiavizza.

- La prossima volta impari a studiare i verbi, così ti do un banchino anche a te.

- Fanculo prof.

- Prof. ma se il raccolto mi va male?

- Ce l'hai nel culo.

- Come Prof.?!

- Ho detto, ce l'hai una divinità da pregare perché ti vada meglio?

- No, Prof. Ma cazzo c'entra la divinità con il raccolto?

- Be', perché il papa, c'entra qualcosa con il sesso, la famiglia, l'educazione, la ricchezza, la medicina, la fame nel mondo e la tortura?

- No.

- Appunto.

Così abbiamo preferito introdurre il concetto di sciamano, grazie all'uso delle droghe ovviamente, e abbiamo scelto quello più allucinato, che è diventato il capo spirituale della tribù.
Lo sciamano si è messo in contatto con gli dei ed in cambio di una lattina di coca cola ha vaticinato che per avere un buon raccolto, dovevamo fare un'offerta alla dea della terra. Allora abbiamo creato un gruppo di artigiani che hanno iniziato a scolpire statuette di dee in cambio di grano. Il concetto del baratto in sé per sé poteva anche andare bene, ma ingoiare il boccone amaro della materialità&spiritualità è stata dura; del resto dovranno pur abituarsi al Vaticano.

Domani dobbiamo invadere la 3° B, abbiamo bisogno di terre e possibilmente, mi chiedono, schiave, rigorosamente donne.

Speriamo bene.

venerdì 23 gennaio 2009

Va bene, lo so, sono malata. Ho anche il certificato medico

Ma stasera c'è la cena strappalebudella / stramazzailfegatogiàall'antipasto con i Soliti Sospetti ed io vorrei proprio tanto andarci [tanto per non passare da quella che se la tira] e finirò i miei giorni in prigione.

Previsioni

Benché non del tutto completamente rimessa, alle 21.00 ora locale con:

impermeabile flasher,
capello Tenente Colombo
occhiale da sole mosca in notturna

andrò all'appuntamento-ritrovo partenza-smistamento macchine.
Ma astutamente e per non dare nell'occhio, vi giungerò solo percorrendo vie secondarie, sconosciute, impraticabili e buie.

[Quelle dove scopri sempre -ripeto: sempre-

abitare il collega cornuto/spia del [cazzo] capo,
che sta cercando l'accendino, ma non lo trova e l'unico passante sei tu.

E benché dall'apparenza non raccomandabile, egli chiederà:

Egli - Scusa hai da accendere?

Me – Sì.emrr [camuffando prontamente la voce]

Egli – Grazie

Me - Attento che la fiamma è un po' alta! Ehmrrgr [per condurlo su altri pensieri o allarmi involontari cervelletto-corpo-attenzione]

Ma la fiamma alta, illuminerà il mio viso.

Egli - Ma tu sei Melisenda L. quella malata? anche se c'erano tre -ripeto: tre - riunioni importanti.

[Che sfiga, proprio nei giorni di malattia.]

Me – No, ti sbagli. Hai un dieci euro? Faccio l'accattona [per depistare]

Egli – No. [i lucchesi a volte son più tirchi dei genovesi – mossa astuta, ma sbagliata]

Ancora Egli - Tu sei proprio lei!

Segue fuga, rapida, inseguita dalla risata diabolica di Egli.

Prolessi: l'indomani egli andrà dal capo e mi sputtanerà.
[Mentre io sarò a smaltire la sbornia bestemmiando, a giurare su mia nonna che non berrò più, mai più, altro che non sia acqua demineralizzata]

Ma la mia parola varrà quanto la sua (di egli) mi ripeterò, mantricamente:

Tra Me e Me - Ed io ho anche le tette, egli no, anche se non enormi, ma non è la quantità, bensì la qualità.

Mi ripeterò, mentre raggiungerò i Soliti Sospetti.

Intermezzo: smistamento macchine

Di norma non mi fanno guidare. Non tanto per l'andata, dice, quanto per il ritorno. Pare che io confonda ed inverta le corsie di marcia, ma solo al ritorno, ripeto: solo al ritorno.

Cena

Andremo in un posto dove ci sarà sempre -ripeto: sempre- qualcuno che non mi deve vedere.

[Esempio uno: tutti i colleghi stronzi che hanno organizzato una cena e ovviamente non mi hanno invitato, ma che confermeranno le accuse di Egli. Esempio due: tutto il parentado del capo a festeggiare il cuginetto che si è appena laureato e ci sarà anche il fotografo che fornirà prove schiaccianti contro di me.]

Io allora dovrò industriarmi per gonfiarmi le tette, una quarta/quinta, credo possa bastare.
[Invalidanti lo so, ma con tappo di sicurezza per gonfiarle-sgonfiarle ad uso e consumo.
Gonfie: capo;
sgonfie: guardarmi se le scarpe sono uguali;
gonfie: capo;
sgonfie: saltare sul tappeto elastico.]

Ritorno

Ci fermerà la pattuglia della polizia:

PP – Quella là dietro, nascosta nel bagagliaio. Non c'è bisogno nemmeno dell'etilometro! Anche se non guida, ma in che stato è? Scenda! Documenti!

[Mentre io con astuzia trafugherò il portafogli di uno dei Soliti Sospetti ignoti]

PP - Questa foto non convice.

Me - Era prima che mi rifacessi il look

PP - Oh davvero! E come ha fatto a farsi ricrescere tutti i capelli!

Me - Misteri tricotici. Le interessano?

PP - Ma è anche enormemente meno robusta.

Me - Enormemente lo so e mi sono anche rimpicciolita. Ma nella vita si cambia, lo sanno tutti.

PP - E si chiama Manlio?

Me - Sì, era prima dell'operazione.

Finale

Brunetta in prima pagina esultante, con le mani levate al cielo, in un misto tra Santo ed Esorcista, ripreso dal basso e con una luce aureolica tutt'attorno.

[Applauso di quasi tutti gli italiani.]

Mi strapperanno il contratto di lavoro e tutti i diplomi che ancora non ho appeso perché non ho uno studio idoneo e mi faranno le foto segnaletiche, che di profilo vengo anche male, che finiranno su internet e mi vedranno tutti e sarò costretta all'esilio finendo i miei giorni in una prigione brasiliana, dove altre prigioniere grosse grosse, nere, creole e anche no, non vorranno giocare a carte con me ed io guarderò il cielo dalle sbarre e penserò che forse sarebbe meglio se stasera IO STO a casa.

Finale aperto

Nel carcere brasiliano, c'è la wireless per il portatile senza protezione password?

martedì 16 dicembre 2008

Parte II

Purtroppo, quella volta la Super Scaltra aveva fatto gli osti senza il conte, ma con il contadino.
Trovavasi infatti in un paesello simil-rupestre, la cui bucolica economia si basava ancora sul patriarcato seminomade, donde le famiglie numerose, che gravitavano attorno ai ritmi delle stagioni, allevando ovini e bovini, seminando ortaggi e raccogliendo i frutti della terra, erano tutte completamente agresti. Ma d'un'agrestizia così radicata, che aglii e cipolle altro non eran, per loro, che timidi richiami d'amore.
La Super Scaltra non ebbe altra possibilità allora, che porgere la mano al villico e farsi leccare copiosamente l'anello cardinalizio.
Parte I

Tutto l'ambiente lavorativo era in orgasmo per l'imminente ricevimento pomeridiano biannuale delle famiglie: tutti erano del parere, per esperienza, che le due ore previste, e quindi retribuite, non sarebbero state sufficienti, poi ricordavano che vi erano state annate in cui la fila per il colloquio con ogni professore, arrivava fino al cortile e che talvolta, per la calca, i familiari si dividevano per attendere in due posti contemporaneamente, taluno paventava la necessità di dotare il bidello di un accessorio per consegnare numeri in ordine di arrivo, talaltro immaginava la toiletta; l'atmosfera era elettrizzante e ciascuno si predisponeva di buon animo all'incontro in cui avrebbe dovuto, uno ad uno, arringare, spiegare, parlare, suggerire, consigliare, convincere, richiamare, calmare, rincuorare i genitori di ogni suo alunno, talvolta anche doppiamente, se i coniugi erano separati e non volevano incontrarsi.
Solo la SuperScaltra non se ne fece turbare: erano già due giorni che marinava aglii e cipolle per lo spuntino che avrebbe consumato prima del ricevimento.
Me ne frego del sillogismo del giudizio.
Io Aderisco ad ARCIPELAGO SCEC