S' I' FOSSE FOCO, ARDEREI 'L MONDO


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sabato 2 ottobre 2010

non so come andrà a finire, con fagottino ci lasciamo trasportare dalla vita. 

dopo quasi un mese di ricerca disperata e infruttuosa della casa alpestre, ho messo in conto il fatto che forse l'esistenza vuole che vada in un'altra direzione. e come darle torto, se quel pugno di case aggrappate alla montagna mi soffoca al solo pensiero.

in fin dei conti mi soffoca un po' tutto e mi soffocano le cose, mi soffoca essere schiava degli oggetti che mi circondano, non poter essere libera di muovermi perché oggetti, libri, vestiti, borse, case, affitti, contratti, divani, cose su cose mi legano qui, ora. 

quindi ho deciso di liberarmi di tutto, di rimanere con due valige, due bauli e il passeggino: fagottino, io ed i nostri vestiti. andremo a vivere in un agriturismo per sei mesi e tornerò a lavoro - ho bisogno di sapere se quella dimensione ancora mi appartiene - e poi partiremo per il Brasile.  

lunedì 6 settembre 2010

Sebastião Salgado


Ciò non toglie che a Gennaio si parta ugualmente per il Brasile

(era così profonda la mia certezza di non avere l'incarico quest'anno che nel giro di due giorni ho smobilitato due mezzi continenti - ho già trovato il seggiolino-auto in prestito per fagottino ed il pentolino per cuocerle la pappa di mela) 

sfrutterò quei tre mesi della maternità a stipendio falcidiato

mercoledì 1 settembre 2010

da oggi sono ufficialmente disoccupata e così stamattina per la prima volta nella sua vita fagottino ha potuto assistere alla macchina burocratica italiana, ché siamo andate ad iscrivermi al Centro per l'Impiego, ex Collocamento.

sono convinta che agli occhi ingenui di fagottino, la mamma accaldata, incazzata ed anche un po' umiliata deve essere sembrata un po' ridicola, e tutta la trafila, tra l'altro solo la prima parte, assai grottesca.

mentre facciamo la fila ad uno sportello per prenotare la fila all'altro sportello, un mio ex studente, in fila come me, mi guarda con uno sguardo tra il divertito ed il canzonatorio; probabilmente è uno di quelli al quali devo avere rifilato la solita tiritera di inizio anno scolastico che per trovarsi bene nella vita ed avere un lavoro gratificante bisogna studiare. e così, in solo mezzora, mando affanculo anche in concetto di coerenza, oltre a quello della dignità.

aspettiamo ancora un'oretta buona per il secondo sportello, dove un'impiegata, sfavata e molto stronza, mi dà appuntamento il 7 Settembre ore 9.30 per fare il colloquio orientativo, il nono colloquio orientativo per l'esattezza, dove chissà il cazzo che dovrò mai orientare, porcamadonna, come se ci fosse veramente la possibilità di una scelta professionale attinente alle proprie inclinazioni, come se fossi ancora in tempo per cambiare idea, per buttare nel cesso tutto quello che ho fatto fino ad ora e decidere di andare a fare la parrucchiera.

un'ora e mezzo di fila, per avere un foglio in cui si dichiara che da oggi sono disoccupata e un appuntamento per il nono colloquio orientativo più fasullo che fasullo non si può, più l'andata, il ritorno ed il posteggio, ché se uno abita in centro per non usare la macchina, gli uffici pubblici li decentrano in periferia. 

e mentre mentalmente mi preparo alla dipartita, mi assale un po' la malinconia  come se fosse vero che partire è anche un po' morire...

lunedì 30 agosto 2010

e invece di stare ad elemosinare un posto di lavoro che, via! parliamoci chiaro, mi sembrerebbe più che meritato, data la situazione, non rimane altro che la migrazione. 

ché invece di stare qui, sinceramente, disoccupata per disoccupata, tanto vale che stia al calduccio, stampata su qualche spiaggia a Floripa.   
Me ne frego del sillogismo del giudizio.
Io Aderisco ad ARCIPELAGO SCEC